
Il concorso Alfa Naming che avevo segnalato si è concluso e il vincitore, come potete vedere è “Furiosa”.
Io avevo scelto Agea, però fa niente ![]()

Il concorso Alfa Naming che avevo segnalato si è concluso e il vincitore, come potete vedere è “Furiosa”.
Io avevo scelto Agea, però fa niente ![]()
Il nuovo logo FIAT ha ricevuto un importante riconoscimento durante l’ultima edizione del Grand Prix Brand Identity.

Premio categoria Logo Design
Lo stemma, sedicesima variazione nella storia Fiat, riprende la fantasia adottata dal Lingotto per tutti i suoi modelli prodotti dal 1931 al 1968.
Fonte:autoblog
Ho appena espresso il mio voto su Alfa Naming.

Registratevi e scegliete voi il nome per la nuova Alfa Romeo tra: Agea, Enos, Enverso, Fira, Furiosa, Milo, Mod, Nevo, Solea, Spalvo, Velvetta, Ventura.
Io ho scelto Agea, ora tocca a voi…
Ciao
E va bene… speravo tanto nel Gphone, ma non è stato lanciato

Però è sicuro che tra circa una settimana verrà lanciato Android, un OS per cellulari opensource basato su Linux che potrà essere installato sia su smartphone, sia su telefoni di fascia più bassa. Lo scopo fondamentale è quello di poter utilizzare Internet sul cellulare tramite un browser HTML, basta avere un “miniprocessore” a 200Mhz.
Ecco la presentazione… ![]()
Dopo l’iPhone, l’Openmoko e il Gphone, ecco che l’altro ieri è stato presentato lo Skype Phone.
Costa 99euro, ha una fotocamera da 2.0Mpixel, è UMTS e ha il bluetooth…

L’offerta consiste in:
Sarebbe molto conveniente se lo avessero tutti…

L’associazione dei consumatori olandese, dopo un mucchio di lamentele da parte degli “utenti” Vista, ha consigliato a coloro che stanno per acquistare un PC di scegliere Windows XP e ha chiesto alla Microsoft di regalare una copia di Windows Xp a chi ha avuto problemi con Windows Vista.

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Il 9% degli utenti Apple sono passati a Leopard in una settimana, mentre in NOVE mesi, solo il 10% degli utenti Windows sono passati a Vista e circa il 70% degli utenti Ubuntu, invece, in qusi una settimana è passato a Gusty Gibbon ![]()

La Apple ha annunciato che la sesta generazione del MacOSX ha già venduto 2 milioni di copie in una settimana, superando la precedente versione, MacOSX Tiger.
Per avere una licenza singola del nuovo MacOSX bastano 129€ e il Family Pack (5 utenti in uno stesso luogo) sarà presto disponibile a 199€.
Steve Jobs ha detto che le innovative funzionalità di Leopard stanno ricevendo eccellenti giudizi e stanno facendo considerare a molte persone (tra cui me) l’eventuale passaggio al Mac.
Ecco che, dopo circa quattro anni e mezzo, è stata rilasciata la versione 1.0 di Fluxbox.
In questa nuova relese ci sono molte novità, tra cui un nuovo stile grafico di default.

Sono disponibili i formati sorgente e i pacchetti binari che potete scaricare qui .
Martedì è stato assegnato, a Stoccolma, il premio Nobel per la fisica al francese Albert Fret e al tedesco Peter Gruenberg.
Gli studi dei due ricercatori, infatti, hanno permesso la realizzazione dell’hard disk e dei CD e DVD.
Questa scoperta ha permesso di rivoluzionare il mondo informatico, riducendo le dimensioni e riducendo i costi di produzione dei pc.


Quando si è ad un party, il tempo passa in fretta, quando si è in fila alle poste, invece, il tempo sembra che non passa mai. Ma qual è il meccanismo alla base della diversa percezione dello scorrere del tempo? Hanno provato a spiegarlo alcuni ricercatori con un esperimento e hanno scoperto che nel nostro cervello non c’è un solo orologio ma tanti, che “funzionano” in base ai diversi stimoli sensoriali.
Avete mai notato che guardando a lungo un semaforo lampeggiante, dopo pochi secondi l’intermittenza sembra sempre più rapida? Ma se si sposta momentaneamente lo sguardo su un altro punto e poi si guarda di nuovo il semaforo questo sembra tornare a lampeggiare più lentamente. In realtà il semaforo lampeggia sempre nello stesso modo, siamo noi che lo percepiamo diversamente. E questa percezione visiva altera anche il nostro senso dello scorrere del tempo. È quello che hanno scoperto alcuni ricercatori del San Raffaele di Milano in collaborazione con la University of Western Australia, l’Università di Firenze e il CNR di Pisa, che ha dimostrato come la percezione del tempo da parte del nostro cervello dipende da dove guardiamo.
Alla base del fenomeno ci sarebbe una funzione di adattamento sensoriale: dopo una prolungata stimolazione il cervello si adatta e diventa meno reattivo. Quello che succede per esempio quando in un luogo c’è una illuminazione troppo intensa: inizialmente è fastidiosa ma dopo un po’ gli occhi si “abituano”, oppure con gli odori forti che a un certo punto quasi non si sentono più.
Nell’esperimento i ricercatori hanno osservato un gruppo di volontari mentre guardavano su un monitor alcune barre bianche e nere che apparivano in modo casuale e si muovevano velocemente. Dopo qualche secondo ciascun volontario doveva valutare per quanto tempo ognuna delle barre era rimasta visibile sullo schermo. Tutti i soggetti erano portati a sottostimare il tempo di permanenza della barra di un certo colore, quando questa appariva e scompariva per più volte di seguito nella stessa posizione. Come se vederla per più tempo, facesse scorrere il tempo più velocemente.
Il risultato dell’esperimento, secondo i ricercatori, mette in evidenza che il senso dello scorrere del tempo è frutto di un meccanismo diffuso in tutto il cervello e non in una sola area. Probabilmente nella testa abbiamo tanti orologi indipendenti, “tarati” su ogni singolo stimolo sensoriale, che - in base allo stimolo stesso - dilatano o comprimono il tempo. Questo meccanismo complesso, secondo i ricercatori, ci permette di svolgere diversi compiti in contemporanea, come guidare l’auto in mezzo al traffico mentre si sta pensando a tutt’altro. Quasi come se vivessimo due “dimensioni” parallele.
Ecco la proposta della Computer Choppers: per un prezzo incluso tra i 1.200 ed i 1.500 dollari, sostituisce il case in alluminio del vostro portatile Apple, con un case in oro 24 carati!! Oltre al case d’oro è possibile richiedere anche la modifica della mela luminosa che si trova dietro ogni portatile Apple, per soli 2.400 euro, vi applicherà una mela ricoperta di diamanti.
Eh si… si vede che c’è gente che non sa proprio come buttare il proprio denaro!
Voi che ne dite?


Da giovedì 11 ottobre a sabato 10 novembre 2007, Roma sarà ancora una volta la capitale del mondo. Tutto questo grazie al “TIMtribù Street Lab”, l’evento che punta a dare spazio alla creatività “urbana”.
StreetLab è un progetto volto a declinare una serie di eventi d’arte e di intrattenimento intesi a mostrare eccellenze ed aspetti, generati in ambito urbano, che i ragazzi di tutto il mondo condividono e concorrono dinamicamente a modellare.
Il centro dell’evento sarà la Stazione Termini, in perfetto trend con l’ultima tendenza che vede proprio le grandi stazioni contemporanee diventare luoghi aperti alla contaminazione come veri e propri punti nodali per l’interscambio culturale alla base di ogni metropoli.
Street Lab diventa così il luogo di incontro e di scambio di esperienze e sensazioni di tutte le realtà che compongono il dinamico universo della Street Culture. Diventa il luogo dove, chi vuole, può esprimere il proprio io. Altra grande protagonista dell’evento sarà la strada.
Proposto in comune, un ambizioso progetto per rendere Milano una delle città internettizzate del mondo. E’ stato infatti recentemente presentato un progetto per dotarla di una copertura wi-fi. Secondo le prospettive del progetto, entro il 2009 Milano potrà essere dotata di 4000 luoghi da cui accedere alla rete gratuitamente (scuole, parchi, biblioteche, centri sportivi …). Entro il 2015, anno in cui sarà organizzato l’Expo, evento per cui Milano è la candidata ufficiale europea, i punti di accesso saranno ampliati a 15000, facendo diventare il capoluogo lombardo la città con la più grande copertura Wi-Fi a livello mondiale ( oggi il record è di Seul, con circa 13000 punti di accesso).
Ma ciò che lascia perplessi è che un progetto simile apparirebbe, nel 2015, obsoleto. Infatti negli ultimi anni si è sviluppato un nuovo sistema di connessione senza fili: il wi-max, molto più veloce (75Mbps) e con un raggio di copertura di circa 50km!
LA REVOLUCION non si ferma mai. Nemmeno davanti a un software. E così il ministro dell’Informatica e delle Comunicazioni di Cuba, Ramiro Valdes, ha sancito la svolta: nei computer di tutti gli uffici statali stop al software proprietario, in particolare quello della Microsoft, “emblema dell’imperialismo Usa”, e via senza indugi sulla strada del mondo Linux che più open source non si può. L’annuncio è arrivato la scorsa settimana alla XII esposizione sull’informatica, che si è tenuta all’università dell’Avana. Una decisione motivata - come già nel caso del Venezuela - da un aspetto ideologico (sistema libero, svincolato dalle
multinazionali, e sicuro) ma soprattutto economico, visto che il software GNU open source non costa nulla. Niente più licenze da pagare, quindi, e sistemi operativi che durano di più frenando l’invecchiamento del parco macchine. I giovani informatici dell’isola starebbero già lavorando a una distribuzione Linux basata su Gentoo.
Certo, è una strana informatica quella del regime cubano. Bene per il passaggio al mondo del software libero, molto meno bene per la libertà in rete dove le cose si complicano assai. Tanto per cominciare il paese è stato inserito da Reporters Sans Frontières tra i 13 paesi “nemici di internet”. Non è un bel titolo. Meno del 2 per cento della popolazione è in grado di connettersi alla rete. Ma quando si è connessa non ha certo la possibilità di apprezzare la libertà
connnaturata a internet. I collegamenti sono monitorati, e grazie a software governativi,
“spurgati” delle parole e delle pagine considerate sovversive.
Non sfugge a questa regola nemmeno il cosidetto “Google cubano”, ovvero “2×3″, il motore di ricerca messo a punto dallo Stato che indicizza i contenuti dei siti dell’isola, e quindi solo quelle pagine che risiedono su server cubani. All’appuntamento informatico dell’Avana ne ha parlato il responsabile del progetto. Leandro Silva: ”Il nostro motore, anche se ancora in fase di prova” finora ”comprende circa 150.000 pagine di siti dell’isola, anche se non siamo che alla metà di quelli che ci proponiamo di includere”. Le prime prove hanno confermato che anche qui la censura è presente. Quanto ai discorsi di Fidel, nessun problema: ci sono tutti ed è disponibile anche una sezione speciale.
Come che sia, il passo in direzione di Linux ha avuto l’applauso in diretta, dal palco dell’esposizione dell’Avana, dell’americano Richard Stallman, “padre” del Copyleft e della Free Software Foundation. Ha detto di non essere d’accordo con le restrizioni del governo cubano (”Il controllo dell’accesso a internet non mi piace”) poi ha condannato la politica di Bush (”Il più grande violatore delle liberta”) e di Microsoft, il gigante dell’informatica. “L’embargo americano contro Cuba, in vigore dal 1962 mi sembra ingiusto”, ha sottolineato il paladino del Free Software. I dirigenti cubani rimarcano come questo blocco costringa il paese, impedendo l’accesso alle dorsali sottomarine di fibra ottica, a delle connessioni satellitari più lente. La censura fa il resto.
Io, che sono antimicrosoft, la trovo una cosa buona
… voi?

Fino a pochi anni fa, riciclare la carta sembrava un’operazione encomiabile dal punto di vista ambientale, ma fallimentare dal punto di vista economico. E le poche città che avevano avviato la raccolta separata della carta, avevano seri dubbi sulla sua efficacia. Oggi le cose sono cambiate: grazie all’aumento dei prezzi della carta, il riciclaggio è diventato conveniente e l’Italia è al secondo posto in Europa, con 2 500 000 di tonnellate prodotte, di cui 900 esportate.

Nei dispositivi in commercio, la velocità segnalata dal GPS non è esatta. Il motivo è semplice: il GPS fornisce un segnale satellitare che va ricevuto e poi elaborato per dare la valutazione della velocità. L’algoritmo matematico impiegato è un procedimento ricorsivo e fornisce risultati via via più precisi quanto maggiore è il tempo che gli viene concesso. Nei dispositivi GPS di uso comune, questo tempo è di circa 1 secondo, e ciò produce un errore che, generalmente, è del 5%. Ma anche i normali tachimetri non sono del tutto precisi, poichè hanno un errore in più o in meno del 4%. Gli errori dei due strumenti possono quindi sommarsi: la velocità indicata dal GPS è quindi diversa fino al 10% rispetto a quella reale.

Segno zodiacale e guida. Ci può essere un nesso? Secondo l’agenzia assicurativa canadese Insurance Hotline si, tanto dall’aver commissionato una ricerca in tal senso nientemeno che alla Stanford University la quale ha esaminato i nominativi di oltre 100 mila assicurati per scoprire ‘vizi e virtù’ di questi soggetti. Cosa ne è venuto fuori? Una classifica di automobilisti ‘bravi per natura’ ed altri invece, da prendere bene in considerazione prima di averli tra i clienti assicurati. I peggiori in assoluto dunque sono gli automobilisti nati sotto il segno della , troppo indecisi per sopravvivere al traffico senza mettersi nei guai. Un gradino sotto arrivano poi quelli dell’Acquario, impulsivi e refrattari alle regole. Terz’ultimi sono gli , colpevoli di infrazioni del tipo “passo prima io”. Subito dopo arrivano i, i più distratti dell’intero zodiaco. Ci sono poi gli Scorpione, un ‘tantino’ rissosi e meglio da non sorpassare. Al sesto posto arriva quindo il Toro a causa della sua passione al semaforo rosso. Il Sagittario potrebbe essere anche diligente, se non fosse per quella passione smodata per il cellulare, mentre il Capricorno si crede uno Shumacker e la Vergine facile ai tamponamenti a catena. Ed entrando nelle zone alte della classifica troviamo al terzo posto il Cancro, il quale vedrebbe gli altri automobilisti addirittura come dei familiari poi, al secondo posto, i Gemelli, grandi guidatori capaci di fare tre cose contemporaneamente oltre alla guida ed infine, in cima a questa classifica, il Leone, tranquilli e leali anche quando si tratta di condividere la strada. Questo è tutto. Crederci o non crederci? Io direi… anche perchè la ricerca è stata fatta dall’ insigne professore Keyvan Mohajer, uno abituato a lavorare con i numeri. Mica con le stelle. (La Stampa)